Pablo Ricchetti

11/10/2025

Jeux Video - 2022 - oil on canvas 100 x 70 cm

Fin da piccoli siamo stati ricoperti di immagini. Tra pubblicità, film e televisione ne abbiamo fatto indigestione. Scopriamo poi all’improvviso che non tutte le immagini sono nate uguali. Ce ne sono alcune che operano nel mondo in modo diverso, che spingono ed emozionano al punto da poter uccidere. Nell’inverno del 2015 questa verità diventa lampante con la strage di Charlie Hebdo. C’è, così, chi riscopre il potere delle immagini, e chi lo scopre invece per la prima volta; questo è il caso di Pablo Ricchetti.

Da quel momento Pablo ha una nuova necessità, quella di disegnare. Mi racconta come in quel momento inizia per lui un processo che lo porterà a rendersi conto del potere del congelare il mondo attraverso la grafite. Ogni immagine che vedo nel suo taccuino è cruda. Viva, presenta in modo chiaro il tentativo di immortalare. Come un’immagine fotografica blocca il soggetto, lo tiene sospeso e ci aiuta a prendere un pò il controllo su di esso.

Bande Dessinee

18 ARRONDISMENT

La prima vittima della sua matita è il suo quartiere adottivo a Parigi, un quartiere che adotta per definizione. I disegni si moltiplicano, Pablo gli dà un ordine, trasformandole in storie. I soggetti che le abitano sono lui e i suoi amici. Le storie, quella di una realtà sociale che sta al margine. Lì la sua famiglia si amplia e così come il 18esimo lo aveva preso con sé, piano piano una serie di amici allargano le fila della sua famiglia.

Un gruppo più ampio, ma con regole ferree: Pablo qui è calciatore, non c’è spazio nel dialogo con i suoi amici a proposito dell’arte e del disegno, sono cose da femmine dicono. Quelle immagini, quei momenti allora non le condivide ancora, non le mette su tela, non le abbellisce. È solo con l’arrivo a Venezia che riemergono ed ecco che la natura dell’opera si amplia. Si passa a uno sguardo che si muove all’indietro, diventa necessario più tempo per fissare con chiarezza quel momento. Ha bisogno di spazio, la tela si fa piena di colore. I volumi si ampliano, ma i volti invece che gonfiarsi si fanno sempre più ricchi ed espressivi. Per quanto il valore estetico si alzi però, non tradisce il dato del momento e lo sguardo fotografico che emerge è uno che non tradisce i gesti. Pablo non nasconde controller e cellulari, dice: “sono parte dell’oggi, perché dovrei toglierli?”.

Portables - 2024 - oil on canvas 140 x 130 cm

LIBERTÀ DI ESPRESSIONE

Soltanto da Venezia Pablo poteva iniziare a guardare i suoi amici in modo differente portandoci a scoprire come l’arte ha effettivamente un potere maggiore di quello dell’autoritratto fotografico. Il ritratto ad olio apre il tempo e in questo modo chi si riscopre in quei quadri è sorpreso. Accorgersi come qualcuno abbia dato tempo e attenzione a noi con la calma e la severità che un quadro necessita, lascia spiazzati. È proprio questo sentimento che Pablo inizia a inseguire e ciò lo porta a realizzare per la sua tesi di laurea “Discussioni sulla libertà di espressione”.

“Discussioni sulla libertà di espressione” - 2024

Il tema è certamente trito e ritrito, quasi difficile da sopportare dopo una prospettiva americaneggiante che ha trasformato il discorso sulla libertà di espressione in una libertà di “rigurgito” di ogni pensiero.

Pablo però non commette questo errore, nel momento in cui ci offre questo tema realizza due scelte fondamentali: ci fa ragionare sul “chi” e sul “come” della libertà di espressione. Il “chi” è fondamentale. La libertà di espressione è offerta a chi la propria voce non ha la possibilità di esercitarla, non perché non abbia una bocca, ma perchè il mondo pensa di sapere già cosa dirà. È lo spazio della periferia, degli ultimi, dei dimenticati quello dal quale noi troppo spesso pensiamo di sapere già cosa possa e non possa emergere. Accettiamo che nasca un cantante trap ma non uno scrittore. L’esistenza del primo non mette in discussione i nostri pregiudizi, l’esistenza del secondo sì. In questo modo Pablo non si adegua ai nostri pregiudizi, ma ci permette invece di passare attraverso i suoi occhi e di vedere questa realtà da un punto di vista diverso.

Commento di Pablo:

Attraverso il mio lavoro, voglio sensibilizzare. Non solo per raccontare la mia esperienza personale e quella dei miei amici, ma anche per far entrare chi non conosce o non si interessa all’arte in un mondo che spesso può sembrare distante. Voglio che chiunque guardi i miei lavori possa sentire, anche solo per un momento, il battito della quotidianità di noi giovani parigini: la nostra realtà fatta di telefoni in mano, risate e sguardi attraverso schermi, ma anche di solitudine e introspezione.


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Portfolio di Pablo