Fantasmi a Venezia

21/11/2025

Castello 925, un contenitore per l’arte

L’arrivo della nebbia a Venezia apre le porte di un curioso spazio espositivo a due passi dai Giardini della biennale. Castello 925, somiglia poco a una galleria tradizionale e ancor meno a quei luoghi che, sia pure per necessità di mercato, finiscono per appendere gli artisti come insaccati ai soffitti. Qui viene restituita un’insolita libertà, che offre respiro al proprio lavoro senza essere confezionati o etichettati. Un contenitore per l’arte in una città che spesso vive di cornici.

Castello 925 nasce da un’idea di Luca Caldironi, psichiatra e psicoanalista, attualmente docente al Centro studi Martha Harris di Bologna. Inoltre contribuisce alla sezione dedicata al cinema e alla cultura del Centro psicoanalitico bolognese come uno dei membri effettivi. Luca decide di declinare uno spazio veneziano in maniera differente. Un bel tentativo di rendere l’arte al suo interno capace di dialogare con artisti, pubblico e soprattutto con i più giovani, in modo genuino e limpido, senza barriere né formalismi museali. Castello 925 non è una galleria e tantomeno un museo. Proprio per questo riesce a dare voce a chi la cerca: dagli artisti legati alla Biennale ai giovani che muovono i primi passi. Ha la dimensione di una galleria, ma senza la necessità di vendere; la sua unica funzione è contenere l’arte in tutte le sue forme, pur mantenendo una struttura organizzativa e progettuale solida.
Uno spazio che accoglie, invece di definire. Un vero e proprio contenitore per l’arte.

Haunted, una mostra di Culturit Venezia

L’interesse per la terapia e la psicoanalisi, unito alla naturale flessibilità di Castello 925, ha aperto la strada a Haunted, la mostra attualmente ospitata nello spazio. Il riferimento non è casuale: il saggio del 1919 in cui Freud analizza il perturbante descrive con precisione quel momento in cui qualcosa destinato a restare nascosto ritorna all’improvviso. Il perturbante, in tedesco unheimlich, citato nel testo freudiano non coincide con l’uncanny inglese; piuttosto, vi nasce da dentro, come un riverbero. È l’effetto di un incontro con qualcosa che è simultaneamente familiare e non familiare. La psicoanalisi lo descrive come un movimento di proiezione: qualcosa di interno che viene gettato fuori di noi, nel mondo. Una certa quantità di proiezione, spiega Luca, è fisiologica, ma quando lo sfondo della realtà si incrina, come nel caso della psicosi, a quel punto si cominciano a vedere fantasmi anche dove non ci sono. È lì che nasce l’inquietudine.

È proprio questa sensazione oscillante tra intimo ed estraneo, come quando da bambini si aveva paura delle stanze buie, a costituire il nucleo curatoriale di Haunted, una mostra di Culturit Venezia allestita a Castello 925 dal 12 al 24 del mese di novembre. Il titolo della mostra evoca una presenza invisibile ed infestante, quella di un fantasma sospeso, che si rifiuta di dissolversi. Ognuno di noi ha un fantasma con sè: la memoria, un trauma, un desiderio mancato. Vittoria Colagiovanni propone nella sua opera Mamma! Il rossetto? questi fantasmi. La tela, esposta nella seconda sala, è realizzata con i trucchi appartenuti alla madre: il maquillage diventa una pittura legata alla memoria e alla malinconia del ricordo, dove il rossetto rosso, spento della sua funzione, si ritrova a tracciare i contorni di un paio di labbra che non ci sono più. Il volto dipinto è un’immagine d’amore, una piccola reliquia per ricordare. Castello 925 diventa il luogo in cui questo fantasma sceglie di apparire.

Reincantamento di Marco Breda richiama un altro tipo di presenza: il bisogno umano di credere. Non si sta parlando di credere nel sovrannaturale, ma di quelle forme di spiritualità personali e profane, che in questo mondo disincantato, congestionato, emergono. Le fotografie sono collocate su un grazioso mobiletto di legno, lo stesso che nelle case delle nonne ospitavano immagini di santi. Si crea un contrasto tra le fotografie e quello che ci si aspetterebbe rappresentassero (foto dei nipoti, ricordi di matrimonio o parenti defunti). Il contenuto spiazza: ciò che ci aspetteremmo di trovare non c’è, e ciò che troviamo ci guarda con incertezza. Se ci si indugia abbastanza, viene quasi voglia di sedersi, prepararsi un tè e fare due chiacchiere con questo fantasma che abita il mobiletto.

La mostra si muove tra due concetti: contaminazione e infestazione. La prima appartiene al linguaggio quotidiano, può essere negativa (come nel caso di un cibo), ma a noi interessano le sfumature positive: la contaminazione culturale. L’infestazione, invece, è più radicale: è quello che davvero inquieta. Sentieri II di Paola Cenati racconta l’infestazione attraverso il bostrico e le sue tracce. Un “Alien” contemporaneo che continua ad infestare gli alberi dei boschi delle dolomiti anche nelle stagioni più fredde. Paola ne porta una testimonianza diretta, un frammento di prova biologica. Esso non racconta la devastazione reale, ma lascia la dimensione monumentale inesplorata. I pochi rametti esposti non riescono a comunicare la grandezza del danno del bostrico, lasciando la sensazione che quello che vediamo sia solo un’eco di ciò che accade tra gli alberi. Accanto all’opera di Cenati si trova We Would Rather Breathe Through Bark di Anna Schmid-Peyer, in collaborazione con Ania Porucznik, che ha scattato le fotografie. Qui il corpo femminile diventa corteccia, scudo, confine. L’opera si ispira al mito di Apollo e Dafne, conservandone la tensione metamorfica: resistere significa cambiare forma, fondersi con la terra, imparare a respirare attraverso il legno.

Haunted e Castello 925 mostrano quanto lo spazio possa essere fertile per sperimentazioni artistiche, anche quando queste restano in parte in fase esplorativa. Molte opere proposte appaiono ancora in costruzione, ma contengono intuizioni interessanti e riflessioni che sorprendono. L’attenzione rivolta ai giovani curatori di Culturit e agli artisti, alcuni ancora studenti, sottolinea la vocazione dello spazio a sostenere percorsi emergenti. Sia Castello 925 che Culturit Venezia dimostrano un gran potenziale, un punto d’incontro genuino con l’arte.

Haunted rimarrà aperta a Castello 925 dal 12 al 24 Novembre, dal mecoledì al sabato, dalle ore 15:00 alle 18:00. La mostra è stata curata da Andrea Mazza, Augusto Lelli, Chiara Valeri, Isabella Ponza, Micaela Ravanello. Da un’idea di Augusto Lelli.


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Scatti di Micaela Ravanello (Culturit)